Nonostante il meteo decisamente avverso che ha caratterizzato questa primavera, sia a Nord sia a Sud Italia, il progetto Biostimolanti in Campo, realizzato da Edizioni L’Informatore Agrario in collaborazione con Veneto Agricoltura, l’Op Isola Verde, le aziende agricole Vico (Viterbo) e Giacomaniello (Eboli, Salerno) e quattro Università italiane (Napoli, Padova, Salerno e Tuscia) sta proseguendo senza particolari intoppi, anzi a livello tecnico gli «stress» subiti dalle piante a oggi saranno fonte di interessanti confronti tra le tesi biostimolate e quelle testimone.
Pomodoro da industria, pomodoro da mensa e melone a Rosolina (RO)
Vediamo gli aggiornamenti dei vari campi prova partendo dal Nord: a Rosolina (Rovigo), presso il Centro ortofloricolo sperimentale Po di Tramontana di Veneto Agricoltura, le piante nelle 3 aree di prova dedicate a pomodoro da industria e da mensa e melone, per un totale di 12 tesi + 6 testimoni, sono in pieno sviluppo e perfettamente in salute nonostante una sommatoria di precipitazioni di circa 90 mm da metà maggio e una grandinata lo scorso 25 maggio: «ma ritengo sia un avvenimento da prendere con spirito costruttivo – ha detto Franco Tosini, responsabile del Centro – perché ci darà modo di valutare anche la capacità dei vari prodotti di agevolare la ripresa dallo stress.

A oggi i trattamenti con i vari biostimolanti e fertilizzanti innovativi, oltre 30 differenti prodotti, sta procedendo senza problemi e le differenze visive su alcune tesi sono già abbastanza evidenti in termini di sviluppo e di presenza di fiori soprattutto per il pomodoro da industria, ma quello che conta è il responso finale alla raccolta».
Novità di quest’anno è anche la fertilizzazione delle parcelle biostimolate in quota inferiore (−15% per melone e pomodoro da mensa, −20% per il pomodoro da industria) rispetto ai 6 testimoni (2 per coltura), fertilizzati in modo convenzionale: «un ulteriore tassello per valutare in modo ancora più approfondito le potenzialità di questa categoria di prodotti – ha detto Tosini – valorizzando il concetto di nutrizione razionale».
Per vedere di persona gli effetti su pomodoro da industria, melone e pomodoro partecipa alla giornata dimostrativa del 10 luglio presso il Centro ortofloricolo sperimentale Po di Tramontana a Rosolina (Rovigo).

Nocciolo a Ronciglione (VT)
Altra novità di quest’anno è la sperimentazione su nocciolo, che si sta svolgendo presso la società agricola Vico – Tenuta Longinotti a Ronciglione (Viterbo) «dove sono state realizzate 2 parcelle di circa 1 ha ciascuna di Tonda Gentile Romana – spiega Valerio Cristofori, docente dell’Università della Tuscia e componente del Comitato scientifico di Biostimolanti in Campo. Stiamo testando due soluzioni commerciali, una con distribuzione unica che è già avvenuta e un’altra, tuttora in svolgimento, che si concluderà con il terzo intervento tra fine luglio e inizio agosto. I prossimi step sono i vari rilievi sperimentali – aggiunge Cristofori – faremo misure ecofisiologiche delle foglie esterne a confronto con le interne, analisi da telerilevamento per il calcolo dell’NDVI e in epoca di raccolta le piante di controllo verranno raccolte singolarmente per la stima della produzione e la caratterizzazione carpologica delle nocciole».

Pomodoro da industria a Eboli (SA)
Anche la prova su pomodoro da industria presso l’az. agr. Giacomaniello a Eboli (Salerno) promette bene sul fronte dei risultati: «nel periodo di trapianto, a fine aprile, le piante hanno subìto uno stress da freddo – sottolinea Domenico Ronga, docente dell’Università di Salerno e componente del Comitato scientifico di Biostimolanti in Campo – e in queste settimane stiamo osservano una forte escursione termica tra giorno e notte, che sta avendo delle ricadute a livello fisiologico, infatti le tesi biostimolate sembrano, almeno all’apparenza, avere uno sviluppo vegetativo migliore».
Lorenzo Andreotti



