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Biostimolanti: efficacia confermata su pomodoro e melone
Pubblicato il 27 Novembre 2024

I risultati della sperimentazione 2024 di Biostimolanti in Campo presso il Centro sperimentale «Po di Tramontana» di Veneto Agricoltura, che ha valutato 30 prodotti commerciali forniti da 9 aziende del settore, hanno evidenziato chiaramente le potenzialità dei biostimolanti, singolarmente o in sinergia con fertilizzanti innovativi e specialità nutrizionali, nel migliorare le performance agronomiche delle colture anche (e soprattutto) in condizioni di ridotta concimazione.
Gli effetti di maggior interesse dei prodotti testati hanno riguardato:

  • un anticipo della senescenza delle piante di pomodoro da industria con probabile precocizzazione della maturazione dei frutti;
  • un miglioramento del contenuto di clorofilla delle foglie in melone con conseguente incremento della capacità di captazione della radiazione solare funzionale alla fotosintesi;
  • un incremento dei flavonoidi nelle foglie di melone con conseguente potenziamento delle difese della pianta agli stress ambientali;
  • una riduzione dei marciumi nei frutti di melone;
  • un incremento del vigore delle piante di pomodoro da mensa;
  • un miglioramento dello stato nutrizionale azotato del pomodoro da mensa.

Vediamo nel dettaglio alcuni risultati

I risultati di pomodoro da industria (parziali), da mensa e melone

Le prove agronomiche (clicca qui per scaricare le schede agronomiche) sono state condotte in pieno campo (melone e pomodoro da industria) e in coltura protetta (pomodoro da mensa). Le tesi, in cui sono stati apportati (con i relativi protocolli di intervento) i diversi prodotti commerciali forniti dalle ditte, sono state concimate apportando l’85% e l’80% della fertilizzazione consigliata dal Disciplinare della Regione Veneto rispettivamente per melone e per pomodoro da industria, mentre nei testimoni l’apporto di fertilizzanti è stato del 100% per entrambe le colture in prova e dell’85% e 80%, rispettivamente, per melone e pomodoro da industria sempre rispetto ai Disciplinari della Regione Veneto.

Per quanto riguarda il pomodoro da industria, purtroppo, non è stato possibile valutare la produzione di frutti a causa delle piogge intense che hanno causato, a ridosso della raccolta, un allagamento del campo dal 19 al 21 agosto con distruzione della coltura.

Stato delle parcelle del pomodoro da industria a metà luglio (sopra) e dopo l’allagamento del 19 agosto (sotto)

È stato possibile effettuare dei rilievi con lo strumento Dualex ®, in fase avanzata del ciclo colturale (invaiatura e maturazione dei frutti) hanno evidenziato differenze significative limitatamente alla tesi Scam dove è stata riscontrata, nel primo rilievo (2 luglio), una riduzione del contenuto di flavonoidi nelle foglie e un miglioramento dello stato nutrizionale azotato (NBI®: indice di bilancio dell’azoto) rispetto alle altre tesi e ai testimoni con apporti di concime pari all’80 e al 100% della dose raccomandata. Per contro nel secondo rilievo (18 luglio) la tesi Scam ha mostrato una riduzione della clorofilla nelle foglie con un incremento dei flavonoidi a indicare un anticipo dei processi di senescenza delle piante legati alla maturazione dei frutti (tabella 2).

Nel secondo rilievo le altre tesi hanno presentato valori di clorofilla simili e tendenzialmente più elevati nel testimone e nella tesi Ilsa e FCP Cerea a indicare un prolungamento della capacità fotosintetica delle foglie.
Passando al melone, Non sono state riscontrate differenze statisticamente significative nella produzione commerciabile totale e per classi dimensionali e nella produzione totale (commerciabile + scarto) tra le tesi e i testimoni a confronto (tabella 5); la tesi Syngenta Biologicals è stata quella che ha fornito il valore medio di produzione commerciabile in valore assoluto più alto. Nessuna differenza statisticamente significativa è stata riscontrata per il peso medio dei frutti commerciabili.

Una delle tesi del melone al 10 luglio

Nel complesso la produzione di scarto è risultata molto elevata (64% della produzione totale) in tutte le tesi e nei testimoni non trattati per una forte incidenza di spaccature nei frutti causate dall’elevata piovosità durante il periodo di raccolta. Entrambe le tesi Syngenta Biologicals e Originy hanno evidenziato una produzione precoce (produzione nei primi 7 giorni di raccolta) tendenzialmente superiore rispetto ai testimoni (tabella 5).

Per il pomodoro da mensa in serra le differenze sui parametri biometrici della coltura hanno riguardato un maggior vigore delle piante e della copertura delle foglie nelle tesi Scam e Agrilaete.

Il pomodoro da mensa, tipologia cuore di bue «Albenga» alla data del 10 luglio

La tesi Sidus Plant ha fornito il diametro dello stelo all’altezza del 3° palco più elevato. La produzione commerciabile totale non è variata per effetto dei trattamenti; i valori tendenzialmente più elevati sono stati ottenuti per la tesi Sidus Plant e Originy (tabella 9).

Analizzando la produzione commerciabile per classi di calibro si osservano dei valori di produzione commerciabile della classe di calibro dei frutti (>102 mm) più elevati in tutte le tesi sperimentali Originy, Scam, Sidus Plant e Agrilaete rispetto al testimone con lo stesso livello di concimazione (85%).
Il peso medio dei frutti commerciabili non è variava significativamente per effetto dei trattamenti; i valori medi sono variati da un peso minimo di 178 g/frutto nella tesi Sidus Plant a pesi più alti nelle tesi Originy (191 g/frutto) e Scam (196 g/frutto) e nel testimone con la dose piena di concime (199 g/frutto).
Nel complesso la qualità e l’uniformità dei frutti dello stesso palco e di palchi differenti è risultata molto buona in tutte le tesi e i testimoni. Va evidenziato che i solidi solubili espressi in gradi Brix dei frutti sono risultati tendenzialmente più elevati nelle tesi Agrilaete e Sidus Plant, mentre i valori medi dell’acidità titolabile sono risultati tendenzialmente più alti nella tesi fertilizzata al 100% e nelle tesi Agrilaete, Sidus Plant e Originy.

Tratto dall’articolo pubblicato su L’Informatore Agrario n. 39/2024
Ottima risposta agronomica a Biostimolanti in Campo 2024
di F. Tosini, M. Cardarelli, R. Cortignani, Y. Rouphael, D. Ronga, P. Sambo, G. Colla
Per leggere l’articolo completo abbonati a L’Informatore Agrario

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