Il grande successo di pubblico per la giornata aperta della terza edizione di Biostimolanti in Campo presso il Centro ortofloricolo sperimentale Po di Tramontana di Veneto Agricoltura a Rosolina (Rovigo) conferma, ancora una volta, l’elevato interesse del settore verso questa categoria di prodotti.
Il 10 luglio, sfidando una giornata a dir poco torrida, circa 300 persone tra agricoltori, tecnici e addetti ai lavori hanno affollato le 3 aree di prova del progetto ideato da Edizioni L’Informatore Agrario dedicate a pomodoro da industria e da mensa, melone, per un totale di 12 tesi e 6 testimoni, all’interno delle quali sono in prova oltre 30 differenti prodotti, tra biostimolanti, specialità nutrizionali e fertilizzanti innovativi, proposti da 9 aziende.

Durante la giornata è stato inoltre possibile vedere all’opera due macchine specializzate per orticoltura di cui un robot a guida autonoma e una sarchiatrice di precisione a guida ottica. «Le prove procedono bene e quest’anno avremo sicuramente modo di valutare l’efficacia dei vari prodotti contro gli stress abiotici, che non sono mancati – ha detto Franco Tosini, direttore del Centro sperimentale Po di Tramontana e responsabile tecnico dell’iniziativa Biostimolanti in Campo – segnalo solo una grandinata a inizio ciclo e una inondazione pochi giorni fa su pomodoro da industria e melone. Grazie alla corretta impostazione agronomica arriveremo comunque a raccolta con delle parcelle con piante ben sviluppate e perfettamente in salute – ha aggiunto – per poter fornire al Comitato scientifico tutti i dati necessari alle diverse valutazioni dei target resa e qualità merceologica».
«Giornate come questa rappresentano un punto di incontro di importanza fondamentale tra mondo della ricerca, industrie produttrici di mezzi tecnici e agricoltori perché vedere in campo gli effetti dei vari trattamenti stimola il confronto e la discussione costruttiva tra questi soggetti – ha evidenziato Giuseppe Colla, docente dell’Università della Tuscia e coordinatore del Comitato scientifico di Biostimolanti in Campo. Inoltre, aiuta chi lavora a monte della filiera, quindi ricercatori e docenti universitari, a cogliere le reali esigenze del mondo agricolo, informazioni fondamentali per il trasferimento tecnologico».
I risultati che scaturiranno dalla raccolta delle parcelle del Centro sperimentale Po di Tramontana, unite a quelle delle altre sedi del progetto, Viterbo con il nocciolo ed Eboli (Salerno) con rucola e pomodoro rappresenteranno una fonte di dati e informazioni pratiche di immediato utilizzo per gli agricoltori, che potranno aggiornarsi sulle opportunità agronomiche dei biostimolanti e valutare anche la convenienza economica del loro utilizzo, in ottica di crescita professionale e imprenditoriale.
Lorenzo Andreotti



