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Grande interesse per le visite alle parcelle di Biostimolanti in Campo
Pubblicato il 16 Luglio 2024

Il grande successo di pubblico per la giornata aperta della terza edizione di Biostimolanti in Campo presso il Centro ortofloricolo sperimentale Po di Tramontana di Veneto Agricoltura a Rosolina (Rovigo) conferma, ancora una volta, l’elevato interesse del settore verso questa categoria di prodotti.
Il 10 luglio, sfidando una giornata a dir poco torrida, circa 300 persone tra agricoltori, tecnici e addetti ai lavori hanno affollato le 3 aree di prova del progetto ideato da Edizioni L’Informatore Agrario dedicate a pomodoro da industria e da mensa, melone, per un totale di 12 tesi e 6 testimoni, all’interno delle quali sono in prova oltre 30 differenti prodotti, tra biostimolanti, specialità nutrizionali e fertilizzanti innovativi, proposti da 9 aziende.

I visitatori presso l'area stand delle aziende partecipanti
I visitatori presso l’area stand delle aziende partecipanti

Durante la giornata è stato inoltre possibile vedere all’opera due macchine specializzate per orticoltura di cui un robot a guida autonoma e una sarchiatrice di precisione a guida ottica. «Le prove procedono bene e quest’anno avremo sicuramente modo di valutare l’efficacia dei vari prodotti contro gli stress abiotici, che non sono mancati – ha detto Franco Tosini, direttore del Centro sperimentale Po di Tramontana e responsabile tecnico dell’iniziativa Biostimolanti in Campo – segnalo solo una grandinata a inizio ciclo e una inondazione pochi giorni fa su pomodoro da industria e melone. Grazie alla corretta impostazione agronomica arriveremo comunque a raccolta con delle parcelle con piante ben sviluppate e perfettamente in salute – ha aggiunto – per poter fornire al Comitato scientifico tutti i dati necessari alle diverse valutazioni dei target resa e qualità merceologica».

Il videoreportage della giornata in campo presso il Centro Po di Tramontana

«Giornate come questa rappresentano un punto di incontro di importanza fondamentale tra mondo della ricerca, industrie produttrici di mezzi tecnici e agricoltori perché vedere in campo gli effetti dei vari trattamenti stimola il confronto e la discussione costruttiva tra questi soggetti – ha evidenziato Giuseppe Colla, docente dell’Università della Tuscia e coordinatore del Comitato scientifico di Biostimolanti in Campo. Inoltre, aiuta chi lavora a monte della filiera, quindi ricercatori e docenti universitari, a cogliere le reali esigenze del mondo agricolo, informazioni fondamentali per il trasferimento tecnologico».
I risultati che scaturiranno dalla raccolta delle parcelle del Centro sperimentale Po di Tramontana, unite a quelle delle altre sedi del progetto, Viterbo con il nocciolo ed Eboli (Salerno) con rucola e pomodoro rappresenteranno una fonte di dati e informazioni pratiche di immediato utilizzo per gli agricoltori, che potranno aggiornarsi sulle opportunità agronomiche dei biostimolanti e valutare anche la convenienza economica del loro utilizzo, in ottica di crescita professionale e imprenditoriale.
Lorenzo Andreotti

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