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Confermati gli effetti positivi dei biostimolanti su nocciolo
Pubblicato il 9 Dicembre 2025

La corilicoltura italiana è caratterizzata da un costante incremento delle superfici coltivate, aumentate di circa il 30% rispetto a quelle censite un decennio fa, e attualmente pari a 95.997 ettari, secondo quanto rilevato dall’Istat. Tale incremento, verificatosi sia in aree storicamente corilicole sia di nuova introduzione, è trainato dalla crescente richiesta di materia prima da parte dell’industria dolciaria.
L’espansione del comparto corilicolo nazionale necessita di innovazioni nella gestione delle coltivazioni al fine di restituire resilienza e produttività in particolare ai vecchi impianti, ancora molto presenti nelle aree corilicole storiche, anche nell’ottica dei cambiamenti climatici in corso, che di fatto contribuiscono a deprimere l’efficienza produttiva degli impianti a causa di fenomeni avversi che di volta in volta possono penalizzare la produzione stagionale di nocciole. A tal fine nella stagione vegeto-produttiva 2025 è stata condotta una sperimentazione presso un impianto adulto di nocciolo coltivato in un’area vocata del Centro Italia, volta a testare l’effetto di interventi con biostimolanti, distribuiti tramite irrorazione programmata durante la stagione vegeto-produttiva, quale prosecuzione di biostimolazioni già avviate nel 2024 nello stesso sito sperimentale e finalizzate al progetto Biostimolanti in Campo, promosso da Edizioni L’Informatore Agrario.

Come è stata impostata la sperimentazione

La campagna sperimentale si è svolta in un corileto commerciale adulto di proprietà della Tenuta Longinotti – Società agricola Vico, situato nel Comune di Ronciglione (Viterbo), in un’area altamente vocata alla corilicoltura adiacente alla Riserva naturale del Lago di Vico (Viterbo) e ha interessato le stesse parcelle delimitate nella stagione precedente per l’esecuzione della prima annualità di biostimolazioni. L’impianto ospitante le prove, dell’età di circa 35 anni, è coltivato con la cultivar locale «Tonda Gentile Romana» allevata a cespuglio policaule e con sesto d’impianto di 5 × 5 m (400 piante/ha). Il corileto, dell’estensione complessiva di circa 8 ha, è stato suddiviso in tre parcelle (A-B-C, tesi biostimolate) di 2 ha ciascuna, secondo lo schema già adottato nella stagione precedente. In particolare, 2 delle 3 parcelle sperimentali (tesi A e B) sono state gestite con due diversi protocolli di trattamenti biostimolanti, mentre la tesi C è stata utilizzata come controllo non biostimolato. I trattamenti biostimolanti sono stati effettuati mediante atomizzazione con impiego di irroratrice distribuendo i formulati commerciali con quantitativi medi di 500 L di acqua per ettaro. Di seguito vengono illustrate alcune specifiche tecnico-commerciali dei prodotti biostimolanti utilizzati nel corso delle prove:

  • tesi A: 3 trattamenti con 3 biostimolanti a base di microalghe, silicio e glicinbetaina;
  • tesi B: 1 trattamento biostimolante a base di Kelpak® (Kelp Products International (PTY) LTD, distribuito da Agricola Internazionale, Pisa);
  • tesi C: controllo non sottoposto a biostimolazione.

Il trattamento biostimolante in tesi B, somministrato in un unico intervento a fine maggio alla concentrazione dell’1% di formulato commerciale Kelpak®, è stato applicato a circa 2-3 settimane dall’allegagione, secondo quanto raccomandato da Agricola Internazionale.

Valutazione dei risultati

NDVI. La figura 1 delimita le parcelle biostimolate, riportando anche una elaborazione preliminare dell’indice NDVI svolta antecedentemente all’avvio della campagna di trattamenti biostimolanti, dal quale si evince una situazione iniziale di campo piuttosto eterogenea.

L’eterogeneità riscontrata prima dei trattamenti biostimolanti si è protratta anche nei mesi di giugno e luglio, dove il controllo non trattato restituiva valori NDVI più bassi rispetto alle due tesi soggette a biostimolazione. Le acquisizioni comprese tra fine luglio e metà settembre, invece, evidenziavano un progressivo ritorno a indici NDVI più uniformi fra le tesi biostimolate e il controllo. Inoltre, le elaborazioni relative a luglio-agosto evidenziavano una flessione generale in termini di NDVI meno consistente rispetto a quella riscontrata nella stagione precedente, probabilmente per influenza dell’andamento climatico della stagione corrente, nel complesso meno severo rispetto a quello registrato nel 2024.
La campagna di rilievi ha interessato anche le «piante check» tramite periodiche determinazioni ecofisiologiche su foglie adulte rappresentative della «canopy» della pianta per posizione e orientamento. Le misurazioni sono state eseguite in quattro momenti stagionali differenti nel corso della campagna sperimentale.

Produzione per pianta

La produzione per pianta, determinata tramite raccolta manuale delle nocciole e riportata nel grafico 4, confermava, secondo quanto già osservato nella stagione produttiva precedente, una produzione significativamente superiore per la tesi A, sottoposta a tre interventi biostimolanti stagionali, facendo registrare in media, produzioni per pianta di circa 3,8 kg di nocciole in guscio, rispetto ai 2,9 kg per pianta rilevati nei controlli non biostimolati.

Le piante sottoposte a un unico intervento biostimolante (tesi B), hanno invece restituito produzioni intermedie assestatesi sui 3,3 kg per pianta di nocciole in guscio.

Produzione per ettaro

In aggiunta, la produzione è stata stimata anche sulla totalità delle singole parcelle sperimentali, tramite raccolta meccanica con macchina aspiratrice semovente e successiva pulitura ed essiccazione artificiale delle nocciole nel centro aziendale, per il successivo calcolo dalla produzione a ettaro di nocciole pulite ed essiccate, pronte per la consegna in cooperativa. In particolare, la tesi A restituiva produzioni a ettaro di circa 1,5 t di nocciole in guscio, lievemente superiore rispetto alla tesi B e al controllo, caratterizzate rispettivamente da produzioni a ettaro di circa 1,3 e 1,2 t. Le produzioni a ettaro nella stagione produttiva 2025 sono risultate nel complesso penalizzate rispetto all’anno precedente a causa di alcune limitazioni climatiche puntuali verificatesi durante la stagione vegeto-produttiva e a causa della forte infestazione di cimice asiatica, che in modo recrudescente sta interessando la corilicoltura viterbese e più in generale italiana. Aliquote di nocciole raccolte manualmente e meccanicamente sono state sottoposte a caratterizzazione carpologica in laboratorio (tabella 1).

Nello specifico, le nocciole provenienti dalle parcelle biostimolate hanno evidenziato rese medie effettive in sgusciato (escluse le nocciole difettate) pari a 44,3 e 43,8% rispettivamente nelle tesi A e B, mentre le nocciole della tesi controllo sono state caratterizzate da valori medi di 44,8%, senza evidenziare differenze significative dovute all’effetto della biostimolazione. La caratterizzazione carpologica ha inoltre consentito di determinare l’incidenza dei principali difetti nelle nocciole in funzione della biostimolazione, esclusi quelli indotti da agenti biotici (cimiciato e marcio occulto). In particolare, l’incidenza media di nocciole vuote è risultata pari al 4% nelle varie tesi messe a confronto, mentre l’incidenza dei semi raggrinziti e/o poco riempiti è risultata lievemente superiore nelle nocciole della tesi controllo.

Tratto dall’articolo pubblicato su L’Informatore Agrario n. 40/2025
Confermati gli effetti positivi dei biostimolanti su nocciolo
di F. Giovanelli, A. Pacchiarelli, G. Cristofori, C. Silvestri, S.S. Rosa, G. Sansoni, T. Raguso, V. Cristofori
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