L’agricoltura contemporanea affronta crescenti sfide legate ai cambiamenti climatici, alla scarsità idrica e all’aumento degli eventi estremi (caldo, siccità), che mettono a dura prova la produttività e la sostenibilità degli agroecosistemi.
In questo contesto, i biostimolanti emergono come una strategia innovativa e sostenibile per migliorare la risposta delle piante agli stress abiotici, ottimizzare l’uso delle risorse e potenziare la resa produttiva. La loro azione spesso modula processi fisiologici endogeni della pianta (per esempio, fotosintesi, difesa antiossidante, efficienza nutrizionale) piuttosto che fornire nutrienti nel senso tradizionale.
In linea con tali evidenze, la sperimentazione svolta nell’ambito del progetto Biostimolanti in Campo ideato da Edizioni L’Informatore Agrario, presso l’az, agr. Giacomaniello ad Eboli (Salerno) nel 2025 ha valutato l’efficacia di due biostimolanti commerciali applicati nella coltivazione del pomodoro da industria, in un contesto caratterizzato da stress termico e idrico.
Dal punto di vista meteo, l’annata ha visto piogge scarse e concentrate in pochi episodi, mentre le temperature, inizialmente ottimali, hanno superato i 30 °C con punte vicine ai 40 °C, causando stress termico e idrico, influenzando allegagione e fotosintesi.
Come è stata impostata la sperimentazione
Il pomodoro da industria varietà Dobler F1 di ISI Sementi è stato coltivato presso l’azienda Agricola Giacomaniello sita in Eboli (Salerno), su terreno di medio impasto, tendenzialmente argilloso composto dal 17% di limo, 46% di argilla e 37% di sabbia dove sono stati valutati due biostimolanti commerciali (seguendo i protocolli suggeriti dalle aziende fornitrici), adottando il seguente piano sperimentale:
- Tesi 1: controllo senza biostimolanti;
- Tesi 2: Sipcam
- Tesi 3: Syngenta Biologicals
Risultati fisiologici, produttivi e qualitativi
Aspetti fisiologici. Dal punto di vista vegetativo, il trattamento T2 (Sipcam) si è distinto per la capacità di promuovere una crescita più equilibrata e vigorosa delle piante, registrando valori superiori per altezza, diametro del colletto, lunghezza della branca principale e sviluppo radicale.
Tali risultati suggeriscono che il biostimolante abbia favorito un miglior equilibrio tra la parte epigea e quella ipogea, migliorando la capacità delle piante di assorbire nutrienti e acqua. Il trattamento T3 (Syngenta Biologicals) ha mostrato risultati intermedi, con una buona lunghezza della branca principale e una crescita radicale superiore al controllo, mentre la tesi non trattata (T1) ha evidenziato prestazioni inferiori nella maggior parte dei parametri rilevati.
Risultati produttivi. I rilievi produttivi hanno messo in evidenza differenze ancora più marcate. Il trattamento T3 (Syngenta Biologicals) ha garantito la resa commerciale e totale più elevata, accompagnata da un maggior numero di frutti per pianta e da una percentuale di prodotto commerciabile del 100%.

Inoltre, T3 ha determinato i valori più alti di NAE e di FWP, dimostrando una migliore capacità della pianta di convertire le risorse nutritive e idriche in produzione utile. Il trattamento T2 (Sipcam) ha ottenuto risultati produttivi intermedi, con frutti di calibro maggiore rispetto al controllo e una buona resa commerciale, mentre T1 (tesi non trattata) ha presentato le produzioni più basse e la percentuale più alta di scarti non commerciabili.
Risultati qualitativi. Per quanto riguarda gli aspetti qualitativi, le differenze fra i trattamenti sono risultate meno pronunciate, a conferma di una buona stabilità delle caratteristiche del prodotto finale indipendentemente dal biostimolante utilizzato. I valori di diametro equatoriale e polare, spessore della polpa, colore, pH e °Brix si sono mantenuti su livelli simili tra le tesi.

Tuttavia, si è osservata una tendenza favorevole dei prodotti Syngenta Biologicals ad aumentare lo spessore della polpa e dei prodotti Sipcam a migliorare l’intensità del colore rosso, aspetti qualitativi di rilievo per la trasformazione industriale e per l’aspetto visivo del prodotto.
Effetti positivi da entrambe le strategie
In sintesi, i risultati ottenuti indicano che entrambi i biostimolanti hanno esercitato effetti positivi rispetto al controllo non trattato, ma con differenze specifiche in quanto i prodotti Sipcam si sono confermati in grado di garantire uno sviluppo equilibrato, in particolare nelle fasi iniziali del ciclo, favorendo la crescita e la formazione di un apparato radicale più efficiente mentre i prodotti Syngenta Biologicals hanno mostrato un effetto più diretto sulla produttività e sull’efficienza d’uso delle risorse, garantendo rese più elevate.
Tratto dall’articolo pubblicato su L’Informatore Agrario n. 35-36/2025
Con le strategie biostimolanti il pomodoro performa meglio
di D. Ronga, A. Di Serio, M. Avallone, F. Pio Giacomaniello, T. Nappo
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