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Biostimolanti in campo procede (quasi) senza intoppi
Pubblicato il 30 Giugno 2025

Procedono regolarmente le attività della quarta edizione del progetto Biostimolanti in Campo, promosso da Edizioni L’Informatore Agrario, in collaborazione con Veneto Agricoltura, Arsial, Arsac e le aziende agricole Vico (Viterbo) e Giacomaniello.
Le prove, iniziate da diverse settimane, coinvolgono 4 colture in 7 areali dal Nord al Sud Italia e stanno già offrendo indicazioni interessanti, salvo l’eccezione di un campo danneggiato irrimediabilmente da un evento meteo estremo. Ma andiamo con ordine partendo dalle prove al Nord Italia.

Pomodoro da industria

Ognuno dei campi prova dedicati al pomodoro da industria ospita 3 tesi aziendali (Bayer Crop Science, Sipcam e Syngenta Biologicals) a confronto con due tesi testimone a diverse percentuali di fertilizzazione.
Le parcelle presso il Centro sperimentale ortofloricolo Po di Tramontana a Rosolina (Rovigo) procedono nel loro sviluppo: «Siamo già ad allegagione sul primo palco e fioritura del secondo – ci ha detto Franco Tosini, responsabile tecnico della prova – da ora in avanti vedremo lo sviluppo e la risposta delle piante all’aumento delle temperature».
Situazione sotto controllo anche presso l’Azienda dimostrativa sperimentale Arsial di Tarquinia (Viterbo), gestita da Roberto Mariotti: «Attualmente le piante sono in regolare sviluppo e non hanno subito stress particolari. Il secondo palco è ormai in allegagione e le prossime settimane saranno determinanti per la resa complessiva».

I campi prova del pomodoro a metà giugno presso il Centro Po di Tramontana (a), l’azienda Arsial (b) e l’azienda Giacomaniello (c)

Il campo di Eboli (Salerno) presso l’azienda agricola Giacomaniello è più avanti in termini di sviluppo e anche qui Francesco Giacomaniello, responsabile tecnico della prova, non segnala particolari criticità: «Le temperature sono già elevate, ma per adesso il vigore e l’accrescimento delle piante è regolare e omogeneo».
Come accennato in apertura, esce dalla sperimentazione il campo realizzato presso l’azienda sperimentale Stuard a Parma, le cui piante sono state duramente colpite da una grandinata lo scorso 14 giugno. Il tecnico responsabile della prova, Sandro Cornali, ha rilevato che i danni sono troppo estesi ed eterogenei tra le parcelle per raccogliere dati validi ai fini del confronto fra le 3 tesi e i due testimoni.

Nocciolo

La sperimentazione su nocciolo presso la Tenuta Longinotti a Ronciglione (VT), che vede un formulato di Agricola Internazionale (Kelpak) a confronto con un testimone non biostimolato e una linea commerciale di biostimolanti e fertilizzanti, procede senza problemi.

Vista aerea del noccioleto presso la Tenuta Longinotti a Ronciglione (VT)

«Nel viterbese abbiamo avuto una primavera fresca e piovosa – ha detto Valerio Cristofori, docente di arboricoltura dell’Università della Tuscia e responsabile tecnico della sperimentazione – un vantaggio per la riserva idrica nel suolo ma uno svantaggio dal punto di vista delle fitopatie fungine, che infatti hanno attaccato con una certa intensità i frutticini dei noccioli. La stagione è comunque promettente in termini di carica dei frutti – continua Cristofori – ma l’aumento delle temperature e la presenza di cimice asiatica sono le incognite che ci troveremo ad affrontare».

Actinidia

Novità di quest’anno, la prova su actinidia presso l’azienda agr.icola F.lli Nola a Castrovillari (CS), che si è ormai conclusa per quanto riguarda i trattamenti con i biostimolanti e i fertilizzanti di Hydro Fert e Agrisystem.

Actinidieto in prova presso l’azienda agricola F.lli Nova a Castrovillari (CS)

«A oggi l’annata è stato tutto sommato discreta – sottolinea Adriano Tocci, tecnico dell’azienda e responsabile della prova – salvo la gelata che ha colpito gli impianti a marzo e che stimo inciderà sulla produzione per circa il 20%. Per il kiwi giallo (Jintao di Jingold) – aggiunge – il periodo cardine per la pezzatura è fino a metà luglio e un diradamento dei frutti in fase iniziale significa anche una probabile migliore pezzatura per quelli che andremo a raccogliere a metà ottobre».

Olivo

Altra novità dell’edizione 2025 è la prova su olivo, realizzata presso il Centro sperimentale dimostrativo Arsac di Mirto Crosia (Cosenza).

Olivi presso il Centro sperimentale dimostrativo Arsac di Mirto Crosia (Cosenza)

Il responsabile della sperimentazione Antonio di Leo evidenzia un’annata particolare «caratterizzata da fenomeni localizzati ma intensi di cascola, a fronte di quella che sembrava una fioritura estremamente promettente. Abbiamo effettuato già più della metà dei trattamenti con i formulati di Hydro Fert e Originy – prosegue Di Leo – e ormai siamo all’indurimento del nocciolo, fase fondamentale per determinare la quantità e la qualità dell’olio che si otterrà dalla raccolta».

Lorenzo Andreotti

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