TORNA ALL’EDIZIONE 2024

SCOPRI L'EDIZIONE 2026

Rese e qualità della rucola migliorano con i biostimolanti
Pubblicato il 17 Febbraio 2025

L’applicazione di biostimolanti rappresenta una strategia agronomica emergente per migliorare i parametri qualitativi e quantitativi della rucola selvatica, che sono fattori critici per mantenere rese stabili e prodotti di alta qualità. È stato dimostrato che i biostimolanti ottimizzano l’efficienza dell’uso dell’azoto, migliorando così caratteristiche qualitative chiave come il contenuto di sostanza secca, la concentrazione di clorofilla e l’accumulo di composti bioattivi in foglia, tra cui polifenoli, acido ascorbico e glucosinolati.
Queste sostanze stimolano anche processi fisiologici come la fotosintesi e il metabolismo antiossidante, contribuendo a una migliore tolleranza degli stress e a una qualità complessiva superiore dei prodotti.

Scopo della sperimentazione

Per valutare in campo l’efficacia di questa categoria di prodotti, il Dipartimento di Farmacia dell’Università di Salerno, nell’ambito del progetto Biostimolanti in Campo, ha messo a confronto l’effetto di biostimolanti offerti da due aziende rispetto a un testimone aziendale non trattato con biostimolanti sulla crescita della rucola selvatica coltivata su 4 parcelloni aziendali durante la stagione invernale 2024.
La rucola varietà Marte è stata coltivata in ambiente protetto (multitunnel) presso l’azienda agricola OP Isola Verde di Eboli (Salerno), dove è stata trattata con diversi biostimolanti (seguendo i protocolli suggeriti dalle aziende fornitrici) quali:

  • Tesi 1: controllo senza biostimolanti;
  • Tesi 2: Agrisystem (Alga Ca-Mg, costituito da nitrato di calcio, nitrato di magnesio, estratto fluido di lievito contenente alghe (Ascophyllum nodosum) e acidi carbossilici a basso peso molecolare);
  • Tesi 3: Originy (Algaspring somministrato tramite trattamento fogliare costituito da idrolizzati proteici, microalga Chlorella e macroalga Ascophyllum);
  • Tesi 4: Originy (Algaspring somministrato tramite fertirrigazione costituito da idrolizzati proteici, microalga Chlorella e macroalga Ascophyllum).

Risultati della sperimentazione

I risultati ottenuti evidenziano come l’applicazione di biostimolanti possa influenzare significativamente i parametri considerati, contribuendo a migliorare alcune caratteristiche produttive e qualitative della coltura.
Nel primo taglio i dati relativi agli indici fisiologici (tabella 1) mostrano che la tesi 4 (Algaspring somministrato tramite fertirrigazione) e la tesi 1 (controllo) hanno riportato i valori più alti di NFI, con differenze statisticamente significative rispetto ad altre tesi.

Tuttavia, è interessante notare che la temperatura fogliare è risultata più elevata nella tesi 4, seguita dalla tesi 2 (Alga Ca Mg), suggerendo un possibile effetto dei biostimolanti sulla regolazione termica delle foglie. Questo parametro potrebbe essere correlato a un miglioramento della tolleranza agli stress ambientali. Nel secondo taglio la clorofilla (ChlM) ha mostrato valori significativamente maggiori nella tesi 4 rispetto alle altre tesi, indicando una maggiore capacità fotosintetica delle piante trattate con Algaspring tramite fertirrigazione.

A sinistra: Tesi trattata con Alga Ca Mg – trattamento fogliare. A destra: Tesi trattata con Algaspring – trattamento fogliare

Inoltre, i flavonoli (FlvM) sono risultati più elevati nelle tesi 3 e 4, sottolineando un potenziale miglioramento nella qualità nutrizionale legato all’accumulo di composti bioattivi (tabella 1).
I rilievi agronomici (tabella 2) hanno evidenziato che, nel primo taglio, il controllo senza trattamento ha riportato i valori più alti di peso fresco e secco delle foglie, suggerendo che l’applicazione di biostimolanti non ha migliorato significativamente questi parametri in condizioni ottimali di temperatura e radiazione solare.

Tuttavia, nel secondo taglio, la tesi 2 ha mostrato un aumento del peso fresco del 35% e del peso secco del 43% rispetto al controllo, seguita dalla tesi 4 con incrementi rispettivamente del 14 e 26%. Questi risultati potenzialmente indicano un effetto cumulativo dei biostimolanti sulla resa, dovuto al miglioramento dell’efficienza nutrizionale e fotosintetica delle piante trattate (tabella 2).
Per quanto riguarda i rilievi qualitativi (tabella 3), i dati del primo taglio mostrano che l’area fogliare è risultata significativamente maggiore nella tesi 2, mentre i nitrati hanno raggiunto il valore più alto nella tesi 3. Questo suggerisce un miglior assorbimento e utilizzo dell’azoto nei trattamenti con biostimolanti. Nel secondo taglio l’area fogliare è risultata maggiore nella tesi 4, mentre i nitrati hanno raggiunto il picco più alto nella stessa tesi (tabella 3).

Va evidenziato in particolare come la tesi 2 abbia segnalato nel secondo taglio livelli di nitrati molto simili a quelli della tesi controllo. Questi risultati confermano che i biostimolanti possono migliorare la crescita fogliare e la qualità del prodotto, soprattutto quando le temperature e la radiazione solare decrescono.

Vantaggi su produzione e qualità della rucola

Dai dati emersi appare chiaro che l’utilizzo di biostimolanti può contribuire a migliorare la resa e alcune caratteristiche qualitative della rucola selvatica, soprattutto nei cicli successivi al primo. La tesi 2 seguita dalla tesi 4, in particolare, hanno mostrato risultati promettenti sia in termini di resa sia di qualità nutrizionale.

Potrebbero interessarti