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Via alla raccolta dati di Biostimolanti in Campo
Pubblicato il 9 Ottobre 2024

Con le raccolte concluse ormai da diverse settimane, il progetto Biostimolanti in Campo entra adesso nella fase probabilmente più delicata, quella cioè di selezione, validazione e analisi dei dati raccolti. Dal punto di vista meteorologico l’annata è stata sicuramente complessa, da metà primavera a fine estate, infatti, l’Italia è stata letteralmente spaccata in due, con piogge intense frequenti unite a eventi temporaleschi estremi al Nord e siccità e temperature decisamente al di sopra della media al Sud.

Nord: perse le parcelle del pomodoro da industria

Purtroppo, anche il progetto Biostimolanti in Campo non è uscito indenne da questo andamento climatico: il nubifragio che lo scorso 19 agosto ha colpito ampie zone della provincia di Rovigo, in particolare Rosolina Mare e Porto Viro, ha purtroppo danneggiato irreparabilmente le prove del pomodoro da industria di Biostimolanti in Campo presso il Centro ortofloricolo sperimentale Po di Tramontana di Veneto Agricoltura.
Le parcelle del pomodoro da industria, praticamente pronte alla raccolta, sono state infatti allagate dalle fortissime precipitazioni (circa 200 mm in 6 ore) e sono rimaste sotto acqua per oltre 48 ore.
Il responsabile tecnico della sperimentazione Franco Tosini, appena le condizioni del terreno glielo hanno permesso, non ha potuto fare altro che constatare lo stato delle piante, non più compatibile con l’approfondita raccolta dati prevista dal protocollo sperimentale.
«Grazie ai rilievi eseguiti dall’Università di Padova a metà luglio – ha detto Tosini – abbiamo comunque raccolto alcuni dati, dai quali si nota per il pomodoro da industria un migliore affrancamento delle piante e un aumento della precocità nella produzione delle parcelle biostimolate.
Inoltre, emerge chiaramente anche un migliore efficienza nell’utilizzo dei nutrienti». Per il melone i primi risultati fanno emergere una tendenza molto positiva nelle tesi biostimolate sia per le rese in kg/m² sia per la minore produzione di scarto, unite a un migliore affrancamento iniziale post-trapianto.
«Anche per il pomodoro da mensa – aggiunge Tosini – registriamo un miglior affrancamento e una produzione commerciabile tendenzialmente superiore nelle tesi biostimolate».

Prime impressioni per il pomodoro al Sud…

Il progetto quest’anno ha coinvolto altre tre areali produttivi, oltre a quello in Veneto, di cui due ad Eboli, in provincia di Salerno, dedicati a pomodoro da industria e rucola, e uno nel Viterbese, a Ronciglione, dedicato al nocciolo.

Visitatori tra le parcelle di prova del pomodoro da industria presso l’az. agr. Giacomaniello (Eboli, Salerno) a inizio luglio.

«In tutte le tesi con biostimolanti – ha detto Domenico Ronga, docente presso l’Università di Salerno e responsabile scientifico della prova su pomodoro da industria a Eboli presso l’az. agr. Giacomaniello – le produzioni commerciali sono state superiori rispetto a quelle del testimone. A livello qualitativo il parametro più influenzato è stato il colore – ha aggiunto Ronga – mentre il grado Brix, che normalmente è inversamente proporzionale alla produzione, non ha evidenziato differenze significative».

… e il nocciolo

«Stiamo effettuando in questi giorni la caratterizzazione delle nocciole raccolte dalle piante in prova presso la Tenuta Longinotti – ha evidenziato Valerio Cristofori, docente presso l’Università della Tuscia e responsabile scientifico della prova organizzata negli appezzamenti della società agricola Vico – un lavoro decisamente complesso e lungo. Sotto il profilo quantitativo per singola pianta sembra emergere un certo differenziale tra piante testimone e biostimolate che oscilla tra 1 e anche 2 kg di nocciola per pianta» ha aggiunto Cristofori.

Parcelle di prova del nocciolo presso la Tenuta Longinotti della società agricola Vico a Ronciglione (Viterbo) a inizio luglio

Sul fronte dell’annata per la coltura in generale quest’annata non è stata certo delle migliori: «anzi, probabilmente una delle peggiori che abbia mai visto nella mia esperienza – ha aggiunto Cristofori.
Si evidenziano generalmente, ma produzioni medio basse, attacchi diffusi di Halyomorpha halys, quindi problemi di prodotto cimiciato e una forte presenza di marcio, perché in molti areali laziali è abbondantemente piovuto sulle nocciole pronte alla raccolta».

I prossimi step del progetto

Il progetto Biostimolanti in Campo sta proseguendo con le prove su rucola di IV gamma presso l’Op Isola Verde a Eboli, Salerno, sempre sotto la responsabilità scientifica di Domenico Ronga.
I risultati di queste prove verranno divulgati a inizio 2025, mentre i risultati delle prove già concluse saranno protagonisti dell’evento finale previsto presso la Corte Benedettina (Legnaro, Padova) il prossimo 26 novembre.

Lorenzo Andreotti

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